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Sunday, October 19, 2014

Bandiera delle Kiribati: storia e significato

                          Articolo principale sulle Isole Kiribati 


La Bandiera delle Kiribati si divide in un lato superiore di sfondo rosso, con al centro un sole sorvolato da una Fregata maggiore, e in un lato inferiore in cui si alternano onde bianche e blu.
Fu ufficializzata nel 1979, anno dell'indipendenza delle isole.

Bandiera delle Kiribati
Bandiera delle Kiribati


Il sole (otintaai in Gilbertese), posto al centro per ricordare la posizione lungo l'equatore delle Kiribati, ha 17 raggi come le 16 isole dell'arcipelago delle Gilbert, il principale fra i 3 arcipelaghi della nazione, più l'isoletta di Banaba.
La Fregata Maggiore (te eitei), uccello simbolo delle isole, è simbolo di potenza, libertà e anche delle tradizioni culturali delle Kiribati.
Il blu, simboleggiante l'Oceano, è alternato a delle onde bianche, tre come gli arcipelaghi, mentre infine il rosso rappresenta il coraggio.

Wednesday, August 13, 2014

Viaggio tra le comunità Polinesiane della Nuova Zelanda - Episodio 1: Fuga dal mare

Dopo aver introdotto le migrazioni della gente della Polinesia è ora di calarci nella storia e nella vita della gente di Kiribati, Tuvalu e Tokelau che ha scelto di "scappare" in Nuova Zelanda.

Cominciamo con il capire che paesi siano, effettivamente, KiribatiTuvalu e Tokelau.
Composti da arcipelaghi di minuscoli atolli (31 atolli per le Kiribati, 9 per le Tuvalu e appena 3 per le Tokelau), queste piccole nazioni non godono né di particolare ricchezza né di grosse prospettive di sviluppo futuro. In questo non c'è nulla di strano: abituati a vivere in stretto legame con la natura e senza la foga di sviluppo e crescita che ossessiona il resto del mondo, le comunità isolane hanno visto passare i decenni, i secoli e forse anche i millenni dalle sponde del Pacifico, coccolati dalla brezza dell'oceano e preoccupati solo di pescare per garantirsi un pasto serale.

La modernità, imposta dai colonizzatori, ha poi iniziato a cambiare alcuni aspetti della vita in questi paesi: l'introduzione dell'alcool, delle comodità, e soprattutto dei mass-media hanno compromesso il totale isolamento culturale di cui queste oasi avevano goduto.
Non tutto è stato comunque rivoluzionato, perché la cultura di questi luoghi non è certo persa né destinata a morire, ma certo nemmeno tutto è rimasto come prima. Ed una delle cose che potrebbero essere destinate a cambiare è l'ambiente stesso su cui I-Kiribati, Tuvaluani e Tokelauani hanno sempre vissuto: minacciati dall'innalzamento del livello del mare, gli atolli soffrono di gravi problemi ambientali. Sembra paradossale che l'Oceano Pacifico, che ha nutrito queste isole e ha rappresentato il centro della vita dei loro abitanti per millenni sia ora il motivo principale per cui, in Nuova Zelanda, si stanno riversano migliaia e migliaia di immigrati da questi tre piccoli paesi, alla ricerca di opportunità altrimenti introvabili e di una vita lontano dai pericoli di alte maree capaci di spazzare via interi villaggi.

Monday, June 2, 2014

Il Bokikokiko, un passero nel mezzo del Pacifico

Non è un semplice passero dal nome indecifrabile che abita le foreste di palme di pochi sperduti atolli nel mezzo dell'Oceano Pacifico: il Bokikokiko, un uccello endemico della Repubblica delle Kiribati, è anche il simbolo per la cultura, per l'ambiente e...per la fertilità di un popolo intero. Perchè, tra tutti i motivi per cui questo semplice passero è importante, c'è anche la ferma convinzione, degli abitanti di Kiribati, che le sue piume abbiano lo stesso effetto del viagra!

Ma andiamo con ordine...

Esemplare di Bokikokiko
Esemplare di
Bokikokiko
L'Acrocephalus Equinoctialis, in inglese Kiritimati Reed-Warbler e nella lingua delle Kiribati Bokikokiko, possibilmente traducibile in italiano come Cannaiola delle Kiribati, è un uccello della famiglia dei passeri che si può trovare solo in due atolli nell'arcipelago delle Sporadi Equatoriali: stiamo parlando degli atolli di Kiritimati e di Teraina, dove la ricchezza principale è però la fauna marina.

L'importanza ambientale di questo passero, non più lungo di 10-15 cm, consiste nella sua stessa rarità: questa specie è infatti l'unica endemica delle Kiribati, ma è rappresentata da poche migliaia di esemplari confinati a boschetti di arbusti e palme, che talvolta si avventurano anche nei giardini dei piccoli villaggi degli atolli.
Purtroppo, il Bokikokiko è messo in pericolo dalla caccia, dagli attacchi dei ratti, dagli incendi e perfino dalle testate nucleari!
Pochi sanno, infatti, che Kiritimati, l'atollo più grande del mondo (che comunque si limita, come superficie, a un meno di un terzo del comune di Roma...) fu il teatro di alcuni test nucleari tra il '57 e il '62, che certo non hanno aiutato la proliferazione della fauna e della flora isolana.
Rappresentazione del passero di  Kiritimati
Rappresentazione
del passero di
Kiritimati
Anche se negli ultimi tempi il numero di questi passeri è andato stabilizzandosi, la conservazione richiede ancora molti passi in avanti: si è pensato di evitare la proliferazione dei ratti, che si nutrono delle uova, ma anche di introdurre la specie nell'Arcipelago delle Isole della Fenice (sempre parte delle Kiribati ma quasi del tutto disabitato) e di sensibilizzare la gente alla protezione del passero.
Da più di 1000 anni, infatti, si vocifera tra i nativi che le piume del Bokikokiko siano correlate ad un'insolita crescita del pene, generando una smania di cacciarlo per incrementare la propria virilità: gli abitanti delle isole non hanno mai condotto all'estinzione il passero, ma nemmeno ci sono andati molto lontani...

Altre foto del Bokikokiko in natura si possono trovare a questo indirizzo web.

Friday, April 4, 2014

La cattura delle murene a Kiribati

Nelle sperdute Isole Kiribati, la pesca non è solo un'attività di piacere, riservata al tempo libero o ai viaggiatori avventurosi che girano da queste parti.
La parola pesca, da millenni, coincide con "sopravvivenza", e il rapporto con il mare, per questo popolo Polinesiano, è sacro.

Leopard moray Banaba
Murena leopardo, barriera corallina
dell'isola di Banaba, Kiribati
Tra tutti i pesci che popolano le barriere coralline delle isole, ce n'è uno che per gli isolani rappresenta una ricchezza anche più di quanto, dalle nostre parti, non lo sia il caviale: stiamo parlando delle murene.
Scontrose e abili nel nascondersi tra gli anfratti rocciosi, le murene non sono certo facili da catturare. Ma dopo millenni di vita sugli atolli, i pescatori delle Kiribati hanno sviluppato un metodo di caccia forse unico sulla terra.

Utilizzando il legno degli alberi del cocco, abbondante sulle isole e facile da utilizzare, i pescatori costruiscono delle vere e proprie "casette" di legno, lunghe un metro e larghe 50 centimetri, dotate di un'unica entrata e alle quali vengono legate grosse pietre per fare in modo che affondino. La preparazione, che impiega diversi giorni di lavoro, viene conclusa bagnando la casa con del latte di cocco e recitando un'invocazione agli antenati della famiglia.

Trappole per murene - Moray's traps
Le trappole per murene
La notte prima del "giorno fatidico", i pescatori si recano nella barriera corallina e catturano alcuni polpi, che, una volta uccisi, vengono lasciati dentro la casetta. I polpi sono una delle prede preferite dalle murene, e saranno quindi le "esche" per quello che è il vero obiettivo dei pescatori di Kiribati.

La mattina successiva, al largo di alcune decine di metri dalla costa, la casa viene lasciata affondare.
Due giorni dopo, sempre di mattina, gli uomini tornano nel luogo dove avevano lasciato la trappola, e la ripescano.
La speranza, ovviamente, è che le murene, fiutando i polpi, si siano introdotte nella casa, rimanendo intrappolate. Non sempre questa tattica funziona, ma quando lo fa, la casa può intrappolare fino a 3 o 4 murene lunghe fino a un metro, che vengono poi cotte lungo la spiaggia, su "forni" (umu) costituiti da pietre bollenti e diffusi in tutto il Pacifico.

La cattura delle murene, a Kiribati, non è tuttavia solo sopravvivenza: rappresenta un legame sacro che gli abitanti di questa zona hanno con il mare. Le murene sono parte dell'ecosistema delle isole e dell'oceano, esattamente come lo sono gli abitanti e i loro antenati, che per secoli hanno tramandato questa pratica.