Showing posts with label Arte e Letteratura. Show all posts
Showing posts with label Arte e Letteratura. Show all posts

Friday, January 22, 2016

Solentiname, Nicaragua: piccole isole con una grande storia

Isole Solentiname (Fonte)
Una descrizione idealizzata delle Isole Solentiname, in Nicaragua, suonerebbe più o meno così:

Esiste un arcipelago pressochè intatto di isole tropicali, il cui splendido verde si specchia sulle acque azzurre di un antico lago dell'America Centrale, uno dei luoghi più ricchi di storia e biodiversità della Terra. E qui, all'alba come al tramonto, vediamo il sole salire e poi scomparire dalle rive del lago, illuminando nel frattempo la vita delle poche anime di questo luogo: contadini e pescatori che fanno anche i pittori e gli scultori, religiosi eppure seguaci di una setta scomunicata dal Vaticano stesso, abitanti di un arcipelago così piccolo e appartato e, tuttavia, al centro dei cambiamenti non solo del loro Nicaragua, ma di tutto il Centroamerica. 


L'attracco a San Fernando (Fonte)
Per quanto le descrizioni idealizzate non funzionino quasi mai, per le Solentiname quanto scritto sopra è perfettamente adatto: le isole dell'ospitalità, da questo deriva il loro nome, sono proprio così.

Tuesday, April 28, 2015

Robert Louis Stevenson, anima in viaggio nei Mari del Sud

L'esperienza unica del viaggio non è solo conoscere, sperimentare, rilassarsi ed esplorare. Il viaggio, per i grandi artisti, è anche uno stimolo per una rinnovata creatività.
Lo abbiamo visto per Gauguin, il pittore francese che visse i suoi anni di maggior produttività e maturità fra Tahiti e Hiva Oa, in Polinesia Francese, e oggi lo vediamo anche per uno scrittore, uno dei più grandi dell'800. Si tratta di Robert Louis Stevenson, lo scozzese autore de "L'isola del tesoro" e "Lo strano caso del Dottor Jekyll e Mr.Hyde". La sua vita, e alcuni suoi romanzi, furono profondamente segnati dal viaggio di 3 anni che intraprese nel 1886, al termine del quale si sarebbe costruito una casa a Vailima, nelle magnifiche Samoa.

La casa di Stevenson a Vailima. Lo scrittore è sul portico

Stevenson decise di partire nel 1886 da Los Angeles assieme alla sua famiglia a bordo del Casco, una goletta di 30 metri, sperando che il viaggio avrebbe aiutato la sua salute da sempre instabile.
Solcare le acque del Pacifico del Sud non fece solo questo per lui: approdato inizialmente in Polinesia Francese, nelle isole Marchesi, Tuamotu e infine Tahiti, affermò entusiasta nel suo diario di viaggio che "La prima esperienza qui non può mai essere ripetuta: il primo amore, la prima alba, la prima Isola dei Mari del Sud, sono memorie a parte che toccano la verginità dei sensi".

Dopo aver fatto tappa anche in Nuova Zelanda, alle Kiribati e alle Hawaii, Stevenson giunse infine nell'arcipelago delle Samoa, precisamente isola di Upolu, nel 1888.
Qui decise di comprarsi un appezzamento nell'entroterra e di costruirvi una casa.

La comunità Samoana si riunisce per festeggiare il compleanno dello scrittore

 In poco tempo, Stevenson divenne popolare tra gli indigeni di Samoa. Egli criticava aspramente l'influenza dei missionari nella società, come anche l'intervento politico dell'Occidente nelle faccende locali, che fra gli altri eventi causò anche una guerra civile nelle isola dal 1888 al 1894.
La sua attività letteraria continuò e la sua produzione conobbe nuova maturazione -l'autore ispirò alla sua vita nei Mari del Sud almeno altri 4 romanzi- e per le sue doti venne chiamato dai Samoani tusitala, ovvero "cantastorie".

La salute di Stevenson, soprattutto negli ultimi anni della sua breve vita, tornò tuttavia a peggiorare, e il 3 dicembre 1894 morì di fronte agli occhi della propria moglie, a causa di un'emorragia cerebrale.
Come da sua richiesta, la sua tomba fu collocata sulla cima del Monte Vaea, da dove è possibile vedere la sconfinata distesa blu dell'Oceano Pacifico, dove Stevenson trascorse i tre anni più belli della sua vita e dove voleva che la sua anima potesse viaggiare, per sempre.

La tomba di Stevenson sul Monte Vaea (FONTE)
Sulla sua tomba volle che fosse inciso il suo Requiem:

Under the wide and starry sky,
Dig the grave and let me lie.
Glad did I live and gladly die,
And I laid me down with a will.
This be the verse you grave for me:
Here he lies where he longed to be;
Home is the sailor, home from sea,
And the hunter home from the hill.

(Sotto il vasto cielo stellare
scavate una fossa e fatemi posare:
Contento ho vissuto e contento muoio
e con piacere mi poso quaggiù.
Siano queste le parole da incidere per me:
«Qui egli giace dove più largamente visse
Il marinaio è a casa sua, a casa presso il mare,
e il cacciatore sta bene sulla collina)

Wednesday, April 8, 2015

Gauguin in Polinesia: un artista alla ricerca della vera bellezza in Oceania

Una lunga avventura alla ricerca della natura incontaminata e della semplicità, un viaggio indietro in un'epoca ormai persa nell'oceano del tempo, per immortalare la vita, quella autentica, nell'arte.
Forse è questo il modo migliore in cui definire l'esperienza di Paul Gauguin in Polinesia, prima a Tahiti e poi a Hiva Oa, dove il pittore trascorse più di un decennio della sua vita e dove trovò ispirazione per i suoi quadri migliori.

   
"Fatata Te Miti", 1892
Paul Gauguin, uno dei più influenti pittori francesi della storia, approdò per la prima volta in Polinesia, a Tahiti, nel 1890, per allontanarsi da tutto ciò di "artificiale e convenzionale".
Tuttavia Tahiti, la principale tra le Isole della Società, uno dei 4 arcipelaghi della Polinesia Francese, lo deluse: considerandola troppo europeizzata, il pittore la abbandonò per tornare in patria, dove per l'ennesima volta fallì nel tentativo di emergere come artista.

Decise quindi di tornare nuovamente a Tahiti, stabilendosi questa volta in una piccola tenuta poco fuori dalla capitale Papeete, dove avrebbe potuto dipingere (e, da quegli anni, anche scolpire) in pace. A questi anni risale forse il suo dipinto di maggior importanza, cioè "Da dove veniamo, chi siamo, dove andiamo?", ultimato nel 1897: da leggersi da destra verso sinistra, seguendo quindi immagini di nascita, vita e morte, esso è ricco di significati non solo a livello religioso ma anche esistenziale più in generale.


Nel 1900, Gauguin si trasferì nuovamente, rimanendo tuttavia all'interno della Polinesia Francese: abbandonò Tahiti, la cui "occidentalizzazione" gli aveva impedito di trovare quella naturalezza e quella semplicità primordiali che ormai la colonizzazione francese aveva cancellato, facendo rotta verso Hiva Oa, Isole Marchesi.
Qui la situazione non era tuttavia radicalmente diversa: l'isola, come da prevedersi, era controllata politicamente dai Francesi e culturalmente dai missionari cattolici, che avevano il monopolio dell'istruzione.
Gauguin fu inizialmente diplomatico e riuscì a inserirsi bene in questo contesto. Si costruì una casa, che sopravvisse al violento uragano che colpì le isole a inizio secolo, e la decorò internamente con una collezione di 45 fotografie a sfondo pornografico.

I Raro Te Oviri (Sotto il Pandano), 1891
Nel giro di poco tempo, la sua opposizione alla politica razzista del governo francese, il suo incoraggiare gli studenti dei missionari ad abbandonare la scuola per "liberarsi" dalla cultura europea  e i figli che ebbe al di fuori del matrimonio con una donna locale lo misero in contrasto con le autorità religiose e politiche locali, tanto che Gauguin fu incarcerato nel 1902.
Morì lo stesso anno, dopo un lento declino nella sua salute iniziato già dalla fine del secolo precedente, a causa della sifilide.

A Gauguin sono dedicati un museo a Tahiti e un centro culturale ad Atuona, la cittadina di Hiva Oa che lui era solito frequentare.

Manao Tupapau
(Lo spirito del morto che osserva), 1892
Nel complesso, la vita di questo artista, nelle sue opere e nelle sue azioni, è stata una continua ricerca di un luogo puro, semplice e immerso nella natura, che si potesse rappresentare con un'arte altrettanto semplice ed essenziale.
La Polinesia, luogo che rappresentava, perlomeno secondo i miti che correvano in Europa, la vita originaria degli uomini liberi e disinibiti dell'Eden, riuscì ad accontentare le ambizioni del pittore solo in parte, ma quel lato ancora esotico, affascinante e incontaminato di essa, sebbene non fosse più predominante, fu comunque di ispirazione per uno degli artisti più significativi dell'800.