Ogni mattina, noi ci svegliamo e vediamo che l'Oceano è lì, a circondare le nostre isole.
Ma ora l'oceano, influenzato dai cambiamenti climatici, è sempre più vicino. Se non faremo nulla, molte delle nostre isole rischiano di venire sommerse dall'innalzamento del livello del mare.
(
350pacific, organizzazzione giovanile che unisce le isole del Pacifico nella lotta contro la scomparsa delle loro nazioni)
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| Canoa lungo la riva della laguna dell'atollo di Funafuti, Isole Tuvalu |
I cambiamenti climatici ci sono? E se sì, che danni provocano alle isole dell'Oceania?
Il mondo scientifico, anche se non all'unanimità, sostiene che il clima della Terra stia gradualmente mutando.
Bisogna precisare che i cambiamenti climatici sono sempre avvenuti nel corso della storia terrestre, e che in certi frangenti il nostro pianeta era anche più caldo di quanto non lo sia ora, ma è chiaro che mai i mutamenti sono avvenuti ai ritmi registrati nell'ultimo secolo -e men che meno è normale che il tasso di estinzione delle specie animali sia tra 100 e 1000 volte superiore alla media degli altri periodi nella storia terrestre. Esiste dunque un contributo delle attività umane ai cambiamenti in atto.
Per l'Oceania, i cambiamenti climatici non sono solo una variabile che rende la vita più difficile alle persone, come per esempio potrebbe essere in Italia, dove ci si trova di fronte a più valanghe, frane o estati umide e piovose come quella del 2014: in Oceania, anche una piccola variazione del clima può essere questione di vita o di morte.
Nel caso delle isole del Pacifico, i cambiamenti climatici si concretizzano in quattro effetti:
aumento del livello del mare, maggior
violenza dei tifoni,
acidificazione dell'acqua e drastica riduzione -o aumento- delle
precipitazioni indispensabili per la vita delle isole.
La combinazione di questi fattori, che ha già peggiorato le condizioni della vita, può rendere le isole inabitabili nei prossimi 40-50 anni, costringendo all'esodo di intere popolazioni dalle proprie nazioni, allo sfratto forzato dalle proprie case di centinaia di migliaia di famiglie.
Fuggire e trasferirsi altrove può essere una soluzione solo provvisoria, oltre che sbagliata: se il problema del rapporto uomo-ambiente non si cura alla radice, quello che ora succede ora alle poco note ed insignificanti Kiribati, Tokelau, Tuvalu e a tutte le altre isole del Pacifico, succederà tra pochi anni in posti come Miami, New Orleans, Guangzhou, Hong Kong, Venezia ed altre città dove l'impatto raggiungerà milioni di persone e richiederà miliardi di dollari, euro, sterline, rubli, yen o renminbi spesi per riparare la negligenza e la poca lungimiranza dell'umanità.
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| L'atollo di Tarawa, Isole Kiribati: in celeste la laguna, in blu l'Oceano Pacifico |
Gli effetti del surriscaldamento nel quotidiano
Abbiamo notato una maggior frequenza nei cicloni tropicali, siccità più gravi e allarmanti altezze del livello del mare durante le maree primaverili.
(Hilia Vavae, Servizio metereologico delle Isole Tuvalu)