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Friday, June 3, 2016

Curiosità del mese, giugno 2016: da dove viene il nome Bikini?

Che cosa lega una minuscola isola del Pacifico orientale, il cui nome significa "superficie ricoperta di noci di cocco", con il costume da bagno più diffuso e ammirato che esista?

Una bomba. Anzi, molte bombe: quelle nucleari sganciate dal 1946 in poi dal governo degli Stati Uniti per testare come l'ambiente delle isole e le navi vicine venissero danneggiati, e potessero eventualmente recuperare, dalla detonazione di ordigni più potenti di quelle di Hiroshima e Nagasaki.

Detonazione nucleare Baker
I test nucleari furono anticipati dall'evacuazione degli abitanti nativi di Bikini, ai quali fu promesso di poter tornare. Invece, nessuno di loro potè farlo stabilmente: alcuni morirono di fame dopo essere stati rilocalizzati sulla minuscola isola di Kili, altri si trasferirono in atolli vicini, altri negli Stati Uniti.

Quattro giorni dopo il primo test nucleare, Louis Reard, stilista francese, lanciò l'oggi famoso -e al tempo iper-provocante- costume da bagno: lo chiamò Bikini, come l'atollo, perchè sperava la sua invenzione potesse rivelarsi altrettanto esplosiva sul mercato.

E così fu.

Bikini, Repubblica delle Marshall, dal satellite: in alto a sinistra, l'improvvisa rientranza blu lungo la laguna dell'atollo è il cratere lasciato da una delle detonazioni

Saturday, April 2, 2016

Curiosità del mese - Aprile 2016: Il fiore più grande del mondo? A Sumatra

Rafflesia Arnoldii è il nome scientifico (derivato dal botanico inglese J. Arnold) di una pianta endemica delle foreste di Sumatra, isola Indonesiana, che ha la peculiarità di produrre il fiore singolo più grande del mondo.

Questo fiore, che può raggiungere il metro di diametro e pesare 10 kilogrammi, appartiene ad una pianta in parassita e priva di clorofilla: il suo nutrimento è quindi ricavato dalle piante Tetrastigma, un genere delicato e sensibile alla degradazione delle foreste tropicali, che a Sumatra sono state in parte distrutte. Questo è anche il motivo per cui Rafflesia, direttamente dipendente dalle altre piante per la sua vita, è attualmente considerata in pericolo e i suoi numeri sono incerti.

Fiore di Rafflesia Arnoldii
A dispetto della curiosa grandezza, il fiore non è particolarmente attraente: non solo per il colore, di un rosso scuro e poco brillante, o per la durata di pochi giorni, o per la superficie butterata come pelle messeaa dura prova dall'acne, ma soprattutto a causa dell'odore che emana, quello di un corpo in decomposizione. Il fetore, intenso e causato da composti organici di cui uno presente nelle feci umane, serve per attirare gli insetti. 

La pianta con la più grande infiorescenza del mondo, anch'essa patrimonio della flora di Sumatra, è invece l'aro gigante, Amorphophallus titanum, la cui infiorescenza (non difficile scorgerci la similarità con un immenso fallo...) può raggiungere i 3 metri di altezza.
Al contrario della Rafflesia, questa pianta non possiede un fiore singolo: attorno al fallo all'asse principale che si protende verso l'alto, si raggruppa infatti un altissimo numero di piccoli fiori, e questo fenomeno è noto per l'appunto come infiorescenza. 

Aro gigante in un orto botanico


Thursday, March 3, 2016

Curiosità del mese - Marzo 2016: perchè le tartarughe piangono?

Perchè le tartarughe marine piangono?
Non è un fatto molto noto, ma dai loro occhi, ogniqualvolta si trovano a terra (e vi vengono solo per deporre le uova), scendono lacrime.

La leggenda vuole si tratti della tristezza di mamma tartaruga per aver lasciato, sepolta sotto la sabbia, una prole di centinaia di piccoli che con ogni probabilità lei non potrà più rivedere. Ma c'è anche una spiegazione scientifica abbastanza semplice dietro questo fenomeno.

Esemplare di Tartaruga Liuto (Copyright Associated Press)
Le lacrime che scendono dai loro occhi sono infatti ricchissime di sale.
Come animali che trascorrono quasi tutta la loro vita nell'acqua degli oceani, le 7 specie di tartaruga marina hanno infatti un continuo bisogno di espellere il sale in eccesso, come fanno molti pesci. E come i pesci, l'adattamento a questa necessità è stato ottenuto tramite il loro apparato escretore, vale a dire i reni.
Se quello dei pesci d'acqua salata è quasi privo di glomeruli, strutture che permettono di trattenere sostanze utili dai liquidi corporei (la loro assenza fa in modo che il sale non venga trattenuto ma venga espulso), l'apparato delle tartarughe espelle continuamente acqua molto salata, anche se noi lo possiamo vedere solo quando gli animali vengono a terra. L'acqua così espulsa serve anche a pulire gli occhi dalla sabbia.

Questo ci porta ad un'altra curiosità: nelle tartarughe, buona parte della scatola cranica non è occupata dal cervello, ma da due grosse ghiandole, che, lavorando come dei reni, trattengono il sale per poi convogliarlo fuori dal corpo tramite gli occhi.


Sunday, February 7, 2016

Curiosità del mese - Febbraio 2016: Cos'è la Macaronesia e che isole include?

Macaronesia è il termine con cui viene designato il gruppo di 4 arcipelaghi dell'Atlantico, al largo delle coste europee ed africane.
Gli arcipelaghi sono quello di Capo Verde, uno stato indipendente, quello delle Canarie, una comunità autonoma della Spagna, quello delle Azzorre, regione autonoma del Portogallo, ed infine l'isola di Madeira con le altre isolette che la circondano, anch'essa portoghese. 

Il termine, che lontanamente può ricordare la Micronesia, regione del Pacifico orientale che è caratterizzata da piccole (micro) isole, viene dal greco makarōn nêsoi, ovvero le "Isole dei Beati".

Cabo Girao, Madeira
Questi luoghi, anche noti come isole fortunate, ospitavano, secondo la mitologia greca, i pochissimi uomini che non erano destinati all'Ade dopo la loro morte: i grandi eroi, ad esempio, approdavano qui dopo la morte, dove il tempo non scorreva ed essi potevano godere per sempre in felicità dei frutti spontanei della natura, come valeva nella mitologia romana per i Campi Elisi.

Considerato che "Isole dei Beati" era un appellativo per indicare tutte le isole oltre lo Stretto di Gibilterra, alcuni studiosi identificano il paradiso greco con le Canarie, mentre altri pensano che esso si riferisse addirittura alle Piccole Antille, nei Caraibi.
Di certo, queste isole, un tempo ambite dai greci che le conoscevano tramite i Fenici, ora sono ambite da molti viaggiatori europei e non solo: spiagge, scogliere, vulcani, clima generoso e in alcuni casi anche ricchissime vegetazioni incastonate in bellissimi ed antichissimi paesaggi sono, in chiave moderna, una ripresa del mito delle "Isole Fortunate".

Costa di Capo Verde (Fonte)