Friday, January 22, 2016

Solentiname, Nicaragua: piccole isole con una grande storia

Isole Solentiname (Fonte)
Una descrizione idealizzata delle Isole Solentiname, in Nicaragua, suonerebbe più o meno così:

Esiste un arcipelago pressochè intatto di isole tropicali, il cui splendido verde si specchia sulle acque azzurre di un antico lago dell'America Centrale, uno dei luoghi più ricchi di storia e biodiversità della Terra. E qui, all'alba come al tramonto, vediamo il sole salire e poi scomparire dalle rive del lago, illuminando nel frattempo la vita delle poche anime di questo luogo: contadini e pescatori che fanno anche i pittori e gli scultori, religiosi eppure seguaci di una setta scomunicata dal Vaticano stesso, abitanti di un arcipelago così piccolo e appartato e, tuttavia, al centro dei cambiamenti non solo del loro Nicaragua, ma di tutto il Centroamerica. 


L'attracco a San Fernando (Fonte)
Per quanto le descrizioni idealizzate non funzionino quasi mai, per le Solentiname quanto scritto sopra è perfettamente adatto: le isole dell'ospitalità, da questo deriva il loro nome, sono proprio così.
La storia delle Solentiname, con alcune influenze precolombiane e ispaniche (c'è un forte spagnolo ancora visitabile), inizia in realtà con la formazione, grazie all'intensa attività vulcanica dei dintorni, di queste isole, oggi un paradiso per gli uccelli (come nel santuario di Zapote) e per molte altre specie, scimmie incluse.

La storia moderna delle Solentiname ha invece un punto saliente nel 1965, quando Ernesto Cardenal, un prete consacrato al cattolicesimo che ispirava il suo operato alla Teologia della Liberazione, approdò sulle isole e iniziò a predicare la sua versione alternativa del Cristianesimo.
Non era solo una questione religiosa, poichè la Teologia, da sempre in burrascosi rapporti col Vaticano, porta avanti un ideale di giustizia sociale e di riscatto dalla povertà che faceva, e fa, molta presa sui paesi dell'America Latina. Il poverissimo Nicaragua, stretto tra la Costa Rica e l'Honduras e tra il Mar dei Caraibi e il Pacifico, era retto da un regime autoritario, quello dei Somoza, al quale si opponevano movimenti filo-socialisti come quello sandinista, molto vicino alla Teologia di
Cardenal.

Prima casa di Cardenal (Fonte)
L'attività del prete mutò profondamente gli equilibri di questo piccolo e pressochè incontaminato mondo a sud del lago Nicaragua.
Oltre a intrattenere discussioni con i contadini sul Vangelo, in cui la gente stessa interpretava il Libro Sacro, al contrario di quanto è sempre accaduto nella Chiesa, Cardenal invitò uno dei pittori più esperti del paese, Roger Perez de la Rocha, e altri artisti, per poter insegnare ai locali l'arte: sviluppo culturale della gente, e non solo economico, era la trasformazione che secondo la Teologia doveva avvenire in tutta l'America Latina per liberare la popolazione.

Uno dei dipinti dei nativi delle Solentiname (Fonte)
Così oggi, i 1000 abitanti di questo paradiso tropicale non si occupano solo di coltivare la terra o pescare: sono i rappresentanti, o i discendenti, di una generazione di artisti unici, pittori e scultori che, nel loro piccolo, sono stati i protagonisti di un periodo decisivo della storia dell'America Latina.

Scultura nel legno di un tucano (Fonte)
Lo spirito comunitario che Cardenal, il quale ancora oggi visita le "sue" isole, voleva instillare nella gente, è ancora presente: ad esempio, capita che se uno dei pochi alberghi delle isole non abbia più camere per i (pochi) viaggiatori che visitano le Solentiname, il gestore consigli ai clienti di stabilirsi in altri hotel, di altre gestioni, sempre dell'arcipelago. Un piccolo esempio di unità, forse più vicino al messaggio originale del Cristianesimo rispetto a molti altri esempi attuali.

Altro dipinto dei nativi (Fonte)

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